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 “La divergenza della mia comunità è una misericordia”

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khadi
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MessaggioOggetto: “La divergenza della mia comunità è una misericordia”   Mer Mar 02, 2011 6:47 pm

Estratto da « Silsilat al ahadith adha’ifat » Vol.1 Hadith 57

Sheykh Muhammad Nasser ad-din al-Albani

“La divergenza della mia comunità è una misericordia”

Non è un hadith. Non ha un’origine. Gli specialisti della scienza del hadith hanno cercato di trovargli una catena di trasmissione ma non ci sono riusciti. --br--

As-Suyuti dice in “Al-jami’u saghir”: Puo’ darsi che si trovi nel libro di qualche sapiente e non ci sia mai pervenuto.”

Secondo me è praticamente impossibile perché cio’ significherebbe che ci sono ahadith che la comunità avrebbe preso e questo è inconcepibile per un musulmano.

Al-Munawi riporta da As-Sabki: “Questo hadith non è conosciuto tra gli specialisti del hadith ed io non gli ho trovato nessuna catena di trasmissione, che sia debole, autentica o inventata.”

Lo Sheykh Zakariya al-Ansari ha confermato la stessa cosa nel suo commento “Tafsir al-Baydawi” (2/92).

Inoltre il significato del hadith è stato smentito dai grandi sapienti; Ibn Hazm dice in “Al-Ihkam fi usuli al-ahkam” (5/64), dopo aver dimostrato che non si tratta di un hadith:

“E’ la cosa peggiore che si possa dire (“la divergenza della mia comunità è una misericordia”), perché se la divergenza fosse una misericordia, allora l’unione sarebbe un castigo e nessun musulmano puo’ dire una cosa simile. In realtà ci sono solo due possibilità: l’unione o la divergenza, la miseericordia o il castigo.”

E altrove dice: “Si tratta di un falso hadith, di una bugia.”, come verrà spiegato nel hadith 61.

Una delle conseguenze nefaste di questa affermazione è che i musulmani hanno accettato la forte divergenza che esiste attualmente tra le quattro madahib, e non provano mai a presentare le loro divergenze davanti al Corano e alla Sunna autentica, come hanno chiesto invece gli imams che Allah sia soddisfatto di loro. Al contrario essi considerano queste quattro madhahib come altrettante forme di legislazione (shar’ia). Parlano coi’ pur sapendo che esistono divergenze profonde e contraddittorie tra le madhahib (scuole giuridiche, ndt) e che tali divergenze posso essere risolte solo eliminando quelle che contraddicono le prove ed accettando quelle che sono conformi alle prove,ma non lo fanno! E’ per questo motivo che hanno attribuito alla legislazione (shar’ia) delle contraddizioni! Basta questo per provare che questa teoria non proviene da Allah ‘azza wa jall. Se solo avessero preso in consdierazione la parola di Allah a proposito del Corano:

“Se provenisse da altri al di fuori di Allah vi avrebbero certamente trovato (nel Corano) molte contraddizioni” (Corano 4, 82)

Il versetto è chiaro sul fatto che la contraddizione non proviene da Allah, come, dunque, possiamo considerarla come una legislazione che deve essere seguita e come una misericordia concessa (da Allah)?

A causa di questo hadith e di altri simili, i musulmani hanno continuato, dopo i 4 grandi imam e fino ad oggi, a divergere su argomenti che toccano la fede e le azioni.

Se avessero considerato la divergenza come un male, come hanno detto ibn Mas’ud e altri (che Allah abbia misericordia di loro) e come ha stabilito il versetto coranico citato sopra nonché i numerosi ahadith del Profeta sAaws, si sarebbero affrettati ad unirsi e a mettersi d’accordo sulla maggior parte delle questioni per le quali Allah ci ha dato le prove che ci permettono di distinguere il vero dal falso, poi per il resto si sarebbero scusati reciprocamente sulle cose sulle quali sono in disaccordo. Ma come volete che lo facciano sapendo che per loro la divergenza è una misericordia e che i madhahib con le loro divergenze fondano altrettante legislazioni (shara’i)?!

Se vuoi vedere le conseguenze di tali divergenze e il loro incaponimento, ti basta guardare nelle moschee e vedrai quattro posti nei quali pregano quattro imam diversi! Per ogni imam c’è un gruppo di persone che aspetta di fare la preghiera con lui, come se ogni gruppo facesse parte di una religione diversa!

E non potrebbe essere altrimenti poiché il loro sapiente dice: “I loro madhahib fondano altrettante legislazioni (shara’i)” e fanno cio’ pur conoscendo il hadith del Profeta sAaws: “Una volta compiuto l’iqama della preghiera, non c’è preghiera al di fuori della preghiera obbligatoria.”

Si permettono di contraddire questo hadith pur di preservare il madhab, come se questo valesse più del hadith del Profeta sAaws.

CONCLUSIONE: la divergenza è riprovevole in base alla legislazione islamica (shar’ia), è quindi obbligatorio eliminarla nella misura del possibile, poiché essa è una delle cause dell’indebolimento della comunità, come dice Allah ta’ala:

“Non litigate se no vi indebolirete e perderete la vostra forza” (Corano 8, 46)

Ammettere la divergenza e chiamarla “misericordia” contraddice il versetto che la condanna in modo chiaro. Solo questo hadith inventato proclama che la divergenza è una misericordia.

A questo punto ci si pone la seguente domanda: I compagni hanno avuto opinioni diverse e tuttavia sono gli uomini migliori; la condanna evocata sopra riguarda anche loro?

Ibn Hazm (che Allah abbia misericordia di lui) ha risposto a questa domanda (5/67-68) dicendo:
“No, questa condanna non li riguarda perché ognuno di loro ha cercato la verità e quindi quelli tra loro che si sono sbagliati hanno ricevuto una ricompensa per la loro intenzione di ricercare il bene e non saranno giudicati per il loro errore perché non l’hanno fatto intenzionalmente e non sono stati negligenti nella loro ricerca. Quelli tra loro che hanno avuto ragione, hanno ricevuto due ricompense e cosi’ sarà per ogni musulmano fino al giorno del giudizio per quello che gli è sfuggito della sua religione.

La condanna e la punizione evocati riguardano colui che non si tiene stretto alla corda di Allah, ovvero il Corano e la parola del Profeta sAaws, dopo che gli è pervenuto il testo, che è stata dimostrata la prova contro di lui e che ha intenzionalmente copiato questo o quello contraddicendo il testo e rifacendosi al fanatismo, desiderando seguire il gruppo e cercando nel Corano e nella Sunna cio’ che è conforme ai suoi principi e rifiutando i testi che li contraddicono per restare ancorato alla sua ignoranza, sono loro le persone che divergono e che saranno condannate.

C’è poi un’altra categoria di persone la cui mancanza di timore di Allah e l’infima conoscenza della religione li hanno portati a cercare i permessi di ogni sapiente e ad imitarli senza cercare che cosa dicono i testi provenienti da Allah e dal Suo messaggero.”

Ala fine del suo discorso parla del “Talfiq”, conosciuto tra i sapienti del fiqh (la giurisprudenza islamica, ndt), che consiste nel prendere le parole di un sapiente senza chiedergli le prove di quello che afferma semplicemente per seguire i propri desideri. Ci sono state divergenze per sapere se questo è proibito o no, e la verità è che questo è proibito per diverse ragioni che ora non è il momento di elencare.
Coloro che sono dell’opinione che sia permesso, si sono basati sul seguente hadith:
“Colui che imita un imam incontrerà Allah senza essere rimproverato di alcunché.”

Anche questo hadith fa parte degli ahadith deboli, non fidarti di questi ahadith se ricerchi il bene:

“Il giorno in cui i beni e i figli non saranno di nessuna utilità eccetto colui che si presenterà ad Allah con cuore sano.” (Corano 26, 88-89)

Tradotto dal francese da Aminah Ummzakaria per an-nisa.splinder.com - 11.12.2007
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MessaggioOggetto: Re: “La divergenza della mia comunità è una misericordia”   Ven Mar 04, 2011 2:29 am


Mashaa Allah! Jazaha Allahu khairan alla sorella che lo ha tradotto e jazaki Allahu khairan a te che lo hai riportato! Insomma, questo preziosissimo libro (come tutti quelli del Shaykh, rahimahullah, ma in particolare quelli inerenti la Scienza del Hadith) andrebbe tradotto integralmente insha Allah! Al hamdulillahi ci sono fratelli e sorelle che ci traducono alcune delle numerose perle in esso contenute.

Was salamu aleikum wa rahmatullahi wa barakatuhu.
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