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 GLI ANASHID "ISLAMICI"

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MessaggioOggetto: GLI ANASHID "ISLAMICI"   Gio Giu 02, 2011 7:31 pm


UNO SGUARDO AGLI ANASHID - SALEH AS-SALEH (rahimahullah)

Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso, io comincio a scrivere:

Nella storia pre-Islamica e all’inizio di quella Islamica, gli anashid implicavano sane poesie (riguardo alle battaglie vinte, alla saggezza, al coraggio, etc) cantate in un modo inorchestrato senza l’accompagnamento di strumenti musicali, eccetto per il duff (simile al tamburello senza campanelli o piatti) che era legalmente permesso per le donne in occasioni speciali. Durante il secondo secolo dopo l’Hijirah, i canti dei du’a, i ricordi, si insinuavano nella ummah dalle innovazioni della mistica dei Sufi che, a loro volta, li prendevano dai Cristiani. Fu poi chiamato at-Taghbir. Ognuna di quelle forme venne denunciata dai primi studiosi dell’Islam, inclusi Imam ash-Shafi’i, Ibn Taymiyah, Ibnul Qayyim, Ibn Kathir, Ibn Rajab e molti altri [1]. I Sufi incentrarono la maggior parte della loro metodologia di culto sul Taranim congregazionale (canto attraverso il trillo, la vibrazione e il prolungamento della voce con un suono musicale), somigliante ai Cristiani nelle loro chiese. Poi i Sufi cominciarono ad introdurre movimenti fisici durante i ricordi e i du’a, vicini a quelli degli Ebrei. Raramente testimonierete un “Hadra” [2] Sufi senza queste pratiche innovative.

Oggigiorno, la materia non si limita agli adepti Sufi. Molti gruppi Musulmani hanno innovato speciali gruppi per l’emozionante stimolazione dei loro seguaci e per la “ummah” in generale! Molto di ciò che è stato praticato con questi anashid non sfugge, alla fine, ad una delle seguenti osservazioni:

1. Coinvolgono sempre più persone, specialmente bambini, tenendoli occupati con una cosa che può essere, a dir poco, di minore beneficio.

2. Gli anashid sono accompagnati con toni e canti musicali (ritmi Orientali e Occidentali) nel nome della “cultura” e delle “tradizione”. Questo è diventato sempre più evidente, con ritmi più competitivi nelle loro selezioni di parole e ritmi.

3. I ricordi di Allah sono introdotti in quegli anashid nel modo che assomiglia chiaramente all’intonazione e al canto dei Cristiani nelle loro chiese.

4. Il canto congregazionale che si svolge, assomiglia in larga misura a quello che va negli ambienti della mistica Sufi nei loro canti. Ex “stelle” sono state coinvolte con i modi della mistica Sufi attraverso i cosiddetti “anashid Islamici”. Alcune band cantano le turpi poesie Shirk conosciute come “Burda”, che comportano lo shirk a livelli di esagerazione nella condizione del Profeta Muhammad (sallAllahu alayhi wa sallam.

5. Attirano i bambini a cantare, specialmente le giovani ragazze, imitando la base dei malfamati cantanti Musulmani e non Musulmani.

6. Sostituiscono il Qur’an con i cosiddetti anashid nella Da’wah verso i giovani, sostenendo che essi non rispondono ai testi Coranici, pertanto legittimano il loro uso. Lo stesso avviene con la Sunnah, alla fine allontanano la gente da ciò che costituisce la vera vita per i credenti.

7. In molti di questi ambienti di canto stanno gradualmente prendendo piede strumenti musicali e intonazioni , cose che sono note per essere proibite nell’Islam, ad eccezione del duff per le donne.

8. L’emergere dei cosiddetti gruppi di canto professionale che si esibiscono a matrimoni, feste, scuole e simili.

9. Lo sviluppo dei cosiddetti modi più avanzati di video di canzoni come una maniera moderna di contemplare e di riflettere sulla creazione di Allah.

10. Permettere di scattare foto alle giovani ragazze durante le presentazioni di diverse canzoni è di per sé una fitnah (afflizione e tormento) e un opposizione alla Shari’ah. Alcuni fanno filmati e registrazioni di queste giovani ragazze che cantano in occasioni speciali.

11. Molte cose false sono presenti in queste canzoni attraverso la recitazione o l’esagerazione nella lode.

12. Se si esaminano molte di queste canzoni, si possono trovare un sacco di loro focalizzazioni sul Tawhid del Signore soltanto, qualcosa che anche il Mushrik confessa (ovvero questioni relative ai segni di Allah nella Sua creazione, la Sua gestione delle faccende, il Suo essere in piena autorità e simili).

13. La trasgressione della Shari’ah nella forma di interpretazione dei ruoli. Si vede un bambino prendere il ruolo di Salah, dicendo: “Io sono il Salah, e questi sono i miei meriti!” Un altro prende il ruolo del Digiuno e così via. Il peggiore di tutti quelli che affermano di rappresentare il Qur’an. Eppure sappiamo che il Qur’an è il Discorso increato di Allah.

14. Assumono, in alcuni casi, i movimenti e le camminate di alcuni dei falliti, maschi e femmine, cantanti noti. Immaginate quando questo viene fatto mentre si cantano i ricordi di Allah!

15. Chiamare questi anashid "Islamici" è di per sé una trasgressione, soprattutto quando la chiamano “arte” e un mezzo di istruzione e di nutrimento per la Da’wah! “Questa è un’innovazione nel Din, e questo dal din degli innovatori dei Sufi.” [3] I Compagni cantavano la poesia della saggezza, del coraggio, della generosità e del maru’ah (descrizione del buon carattere), e non in congregazioni. A volte cantavano la poesia mentre lavoravano o durante un viaggio notturno. Nessuno di loro ha definito questo “Islamico”. Piuttosto ogni cosa prende la propria sentenza, o è un’innovazione, o ammissibile, o raccomandata, o un obbligo, o disdicevole o proibita. Pertanto, ciò che può essere consentito di esso, non lo chiamiamo “Islamico” poiché se lo chiamiamo così, la gente penserà che sia una cosa dal Din. Ed etichettare qualche materia come “Islamica”, richiede prove testuali [4]. Infatti, Shaykh Albani (rahimahuLlah), li ha definiti come “canti Sufi” e una simile conclusione è stata raggiunta da Shaykh ‘Abdul ‘Aziz Al Ash-Shaikh, il Gran Mufti dell’Arabia Saudita, così come da Shaykh Bakr Abu Zayid e Shaykh ‘Abdul ‘Aziz Ar-Rajhi e altri studiosi (possa Allah proteggerli tutti) [5]

La seguente domanda fu posta al nostro Shaykh Muhammed Ibn Saleh al-‘Uthaymin (rahimahuLlah):

“Qual è la sentenza relativa agli anashid? E’ ammissibile per il chiamante ad Allah ascoltare gli ‘anashid Islamici’?”

Il Shaykh rispose, “In passato, ho ascoltato questi anashid Islamici e non vi era nulla in ciò da cui rifuggire. In seguito gli ho ascoltati recentemente, li ho trovati (essere) ritmici con godimento e divertimento, come le canzoni accompagnate con strumenti musicali. Di conseguenza non vedo che ciò sia permesso alla gente (di ascoltarli). Tuttavia, se sono naturali senza accompagnamenti musicali e senza godimento e divertimento, allora non vi è danno nell’ascolto di essi. Ancora, comunque, a condizione che:

. la persona non faccia un’abitudine del loro ascolto, tutto il tempo e

. non faccia quello che giova e che ammonisce il cuore, limitandolo ad essi

Poiché se si rende questa un’abitudine, si abbandonerà ciò che è maggiormente importante. Inoltre, così facendo, si rinuncerà al più grande monito che è ciò che è arrivato nel Libro di Allah e nella Sunnah del Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam). Ma se si ascoltano qualche volta o se si prendono come un mezzo di aiuto nel proprio viaggio durante la guida della propria auto in una terra deserta, allora non c’è danno in quello.” [6]

Poi gli venne chiesto, “E’ ammissibile per un uomo cantare gli anashid Islamici ed è ammissibile che il duff, che è un tamburello senza campanelli attaccati ad esso, venga usato con i canti? Ed è il canto o anashid ammissibile in altre occasioni oltre le ‘Id o altre feste?”

La risposta: “Bismillahir Rahmanir Rahim, nel nome di Allah il Clemente, il Misericordioso”, poi ricambiò il saluto alla persona che fece la domanda e disse: “L’anashid Islamico è un canto innovato dai Sufi. Quindi, ci si dovrebbe allontanare da esso e fare ricorso agli ammonimenti dal Qur’an e dalla Sunnah, a meno che non sia utilizzato sui campi di battaglia per aiutare come una motivazione per il Jihad per la causa di Allah, l’Altissimo, allora è una buona cosa; tuttavia, se accompagnato con il duff, allora sarebbe molto lontano dalla verità.” [7]

Inoltre, in diverse occasioni, egli (rahimahuLlah) guidò la gente a dare il meglio della propria attenzione al Qur’an e alla Sunnah, poiché sono i più grandi ammonimenti.

Uno speciale avvertimento riguardo la famigerata poesia “Burda” di Al-Busiri: è un chiaro shirk poiché esagera il Profeta (sallAllahu alayhi wa sallam) dandogli attributi di divinità, come se lui conoscesse l’invisibile e ciò che è scritto nelle tavole protette. Così molti di questi, purtroppo, sono diffusi in tutto il mondo Musulmano ed in particolare nel Sud-Est Asiatico, in particolare in Indonesia. Pensateci. Inoltre hanno gruppi musicali in questi paesi specializzati soltanto nel canto di queste poesie, specialmente il “Burda”. In alcune recenti forme, è recitato da Khalid Belrhouzi con Yusuf Islam. Questo è un annuncio sulla trappola che ha il titolo:

Burda (nastro audio) Khalid Belrhouzi e Yusuf Islam (arabo+inglese) [8]

In questa poesia si afferma, oltre alle altre cose, che “E dalla vostra conoscenza è la conoscenza della penna e le tavole protette”! La “penna” si riferisce alla penna che Allah, subhanahu wa Ta’ala, comandò dicendo: “Scrivi! Disse, ‘Cosa devo scrivere , o mio Signore?’ Allah disse: ‘Scrivi il documento di tutte le materie pre-decretate fino all’inizio dell’Ora.’” [9] In accordo a questo poeta, il Profeta (sallAllahu alayhi wa sallam) conosce quello che la penna aveva già scritto e ciò che è scritto nelle tavole protette.

Cerchiamo rifugio in Allah da queste invenzioni.
Chiedo ad Allah, subhanahu wa Ta’ala, di guidarci alla verità e di farci accettare e rendere ad essa.

Lo schiavo di Allah,
Saleh As-Saleh.

[concluso il 14 di Dhul Hijjah 1425, il 24 gennaio 2005]

da AbdurRahman.org


note:

[1] vedi Al-Qawlul Mufid fi Hukmil-anasheed (inclusa la fatwa degli affidabili studiosi contemporanei dell'Islam). Da 2Isam Ibn 'Abdul Mun'im al-Mir-ri (1423/2002), Maktabatu al-Furqan, Ujman, UAE

[2] Hadra: presenza. Usato dai Sufi nel significato generale di "Essere in presenza di Allah"

[3] vedi Fatwa di Shaykh Salih Al-Fawzan, possa Allah preservarlo, in al-Khutab al-Manbariyyah 3, 184-185

[4] vedi Shaykh Salih Al-Fawzan, idem, p.56

[5] idem, pag.32, 49, 62-68

[6] vedi As-Sahwah Al-Islamiyyah Dhawabit wa Tawjihat, una collezione di fatawa e di affermazioni del nostro Shaykh Ibn 'Uthaymin compilata da Abu Anas, 'Ali Ibn Hasan Abu Lawz (1414/1993), p.123, n°40

[7] Fatwa al-'Aqidah, n° 369, p.651, Maktabatu As-Sunnah

[8] fonte [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] Questo è solo per verificare, e non per approvazione del sito. Piuttosto, io avviso di NON avere questa poesia, dovuto agli avvertimenti citati sopra. Possa Allah guidarci sulla verità e sulla salvezza di tutti i Musulmani da tutte le forme di misticismo e innovazioni. Amin.

[9] Sahih Al-Bukhari, vol.4, p.9, hadith 13


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MessaggioOggetto: Re: GLI ANASHID "ISLAMICI"   Gio Giu 02, 2011 7:38 pm


Dal libro "The way to Salafiyyah" di Shaykh Sultan Ibn 'AbdurRahman al-'Id, pag.28:

Ad Imam Ahmad (rahimahuLlah) fu chiesto: "Cosa dice riguardo alla gente del qaswidas (poesie musicali)?"

Egli disse: "Un'innovazione. Non sedete con loro."

A Shaykh Muhammad Ibn 'Uthaymin (rahimahuLlah) fu chiesto: "E' ammissibile per un uomo abbandonarsi ai canti Islamici (nasheed)?"

Egli rispose: "I nashid Islamici sono un'innovazione portata dai Sufi. Quindi è un dovere abbandonare questi e scegliere il Qur'an e la Sunnah." (dal libro "Detti benefici sui responsi dei nashid")
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MessaggioOggetto: Re: GLI ANASHID "ISLAMICI"   Gio Giu 02, 2011 7:55 pm



[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]


Una domanda a Shaykh 'Abdul-'Aziz Ahl Shaykh, il Gran Mufti dell'Arabia Saudita, presidente del Comitato degli Ulema Senior [studiosi religiosi] e presidente del Dipartimento della Ricerca Scientifica e dell'Ifta [condotta]:

"Qual è il responso riguardo l'ascolto degli anashid autentici che chiamano al bene? Questa è la prima domanda."

"La mia personale posizione riguardo questo (gli anashid) è che ho delle riserve poichè temo che questa sia un'estensione delle canzoni e dei canti dei Sufi. E temo che terranno la gente lontana dal prendere piacere nell'ascolto del Qur'an e nella riflessione su di esso.
Quindi, ho delle riserve riguardo ciò - anche se alcuni dei nostri fratelli l'hanno reso lecito e hanno detto che questo è meglio di ciò che è inferiore a questo. Ma personalmente io temo che trascinerà la gente verso le canzoni e i canti dei Sufi, nei quali non c'è nulla di buono."


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MessaggioOggetto: Re: GLI ANASHID "ISLAMICI"   Gio Giu 02, 2011 8:06 pm



Imam Ibn Taymiya (rahimahullah):

Imam Shafi ha detto:"In Bagdad lasciai dietro qualcosa la quale l'avevano innovato i zindik (i distruttori della religione), la chiamavano "taghbir" e lo usavano con lo scopo di allontanare la gente dal Corano" Dopo la parola di Imam Shafi, Ibn Taymiya dice:"Ciò dimostra la conoscenza e la piena sapienza di Imam Shafi su questa religione. Si sa che quando il cuore si abitua ascoltando versi e nasheed, sente godimento e di conseguenza accade l' allontanamento dall'ascolto del Corano. Quindi, l'uomo si accontenta ascoltando ash-Shaytan invece di ascoltare ar-Rahman" [Majmutul Fatawa vol.11 p.532]

Ed ha aggiunto:"Coloro che ascoltavano questa cosa la quale Imam Shafi lo considerò come innovazione e distruzione della religione, non partecipavano in questi raduni con donne e bambini, in presenza di suoni e flauti. Al contrario, le poesie che cantavano invitavano in ascetismo e ammorbidivano i cuori" [Majmutul Fatawa vol.11 p.534]

Traduzione del fratello Ismail, da Turn To Islam

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MessaggioOggetto: Re: GLI ANASHID "ISLAMICI"   Gio Giu 02, 2011 8:08 pm


Shaykh Salih al Fawzan in "al-Khutab al-Manbariyyah" vol. 3 p.184-185, tra l'altro, dice:

"Colui che si occupa con la diffusione di queste nasheed, potrebbe argomentarsi dicendo che davanti al Profeta, sal-lAllahu aleyhi wa sal-lam, si recitavano poesie e lui li ascoltava approvandole.

A questa persona rispondiamo dicendo: le poesie che si recitavano in presenza del Profeta, sal-lAllahu aleyhi wa sal-lam, non si recitavano in coro e con la voce come le canzoni, altrettanto non si chiamavano "nasheed islamiche" ma "poesie arabe" le quali contenevano parole sagge, esempi, valori di coraggio e generosità. I Sahabi non li recitavano in coro anche se contenevano ricordi importanti. Loro recitavano poesie quando avevano lavori affaticanti, com' è la costruzione o il viaggio di notte.

Questo che abbiamo detto dimostra il permesso di questo genere di recitazione in casi particolari, e non che si trasforma in un arte di educazione e nella chiamata sulla via di Allah, come sta accadendo oggi.

Queste nasheed si insegnano agli alunni chiamandole "nasheed islamiche" o "religiose", però questo senza dubbio è un innovazione nella religione e fa parte nella religione innovata dei Sufi, perché solo loro sono noti di averli considerati come parte della religione.

Diventa un dovere di essere attenti da queste trappole e di proibire il loro commercio. Il male inizia con poco, ma con il passar del tempo cresce ed aumenta se noi non lo distruggiamo sin dai suoi inizi".


Traduzione del fratello Ismail, da Turn To Islam
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MessaggioOggetto: Re: GLI ANASHID "ISLAMICI"   Oggi a 11:39 am

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